Il 2 febbraio la Chiesa celebra la giornata della vita consacrata e, quando si parla di vita consacrata, il pensiero corre immediatamente alla schiera di quelle persone che hanno fatto i voti, consacrandosi così totalmente a Dio per tutta la loro vita.
Ora noi vorremmo rivendicare anche agli sposi cristiani il titolo di “consacrati” e ciò non per semplice amore di una tale qualifica, ma perché ci sembra che essa aiuterebbe a collocare il matrimonio in una ottica più vera.
Gli sposi cristiani, in quanto battezzati, sono già inseriti nel Cristo e consapevolmente si impegnano a far operare la sua grazia, affinché lo Spirito Santo formi nella coppia quel legame di amore che è sostanziale nella Trinità.
Questo è il motivo che rende il matrimonio uno stato religioso a tutti gli effetti, una consacrazione totale in risposta ad una vocazione divina.
L’ “ordine” che Dio ha stabilito, all’inizio della creazione, all’interno della coppia, ci sembra davvero il primo degli ordini religiosi, ricco di tali valori da non aver bisogno di altri voti che gli si sovrappongano per essere riconosciuto.
domenica 3 febbraio 2008
Agli sposi cristiani
La Chiesa, mentre insegna le esigenze imprescrittibili della legge divina, annunzia la salvezza e apre con i sacramenti le vie della grazia, la quale fa dell’uomo una nuova creatura, capace di corrispondere nell’amore e nella vera libertà al disegno del suo Creatore e Salvatore e di trovare dolce il giogo di Cristo.Gli sposi cristiani, dunque, docili alla sua voce, ricordino che la loro vocazione cristiana iniziata col battesimo si è ulteriormente specificata e rafforzata col sacramento del matrimonio.Per esso i coniugi sono corroborati e quasi consacrati per l’adempimento fedele dei propri doveri, per l’attuazione della propria vocazione fino alla perfezione e per una testimonianza cristiana loro propria di fronte al mondo.Ad essi il Signore affida il compito di rendere visibile agli uomini la santità e la soavità della legge che unisce l’amore vicendevole degli sposi con la loro cooperazione all’amore di Dio autore della vita umana.Non intendiamo affatto nascondere le difficoltà talvolta gravi inerenti alla vita dei coniugi cristiani: per essi, come per ognuno, “è stretta la porta e angusta la via che conduce alla vita”.Ma la speranza di questa vita deve illuminare il loro cammino, mentre coraggiosamente si sforzano di vivere con saggezza, giustizia e pietà nel tempo presente, sapendo che la figura di questo mondo passa.Affrontino quindi gli sposi i necessari sforzi, sorretti dalla fede e dalla speranza che “non delude, perché l’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori con lo Spirito Santo, che ci è stato dato”; implorino con perseverante preghiera l’aiuto divino; attingano soprattutto dalla sorgente perenne dell’Eucaristia la grazia e la carità.
( Lettera enciclica di Paolo VI )
( Lettera enciclica di Paolo VI )
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